2007.09.22 Il tribunale danese favorevole alla legalizzazione del poker
Nel caso la Horesta contro il Presidente della Federazione Poker Danese, Frederik Hostrup, il tribunale danese ha emesso un verdetto, conformemente al quale i tornei di poker non costituiscono un'infrazione della legge danese.
Il motivo principale addotto dal tribunale era la constatazione che il poker non è un gioco di sorte, bensì strategico, nel quale sono di maggior rilievo la conoscenza e le capacità.
Il portavoce delle Federazione Danese Henrik Hoffmann ha detto che un mezzo milione di Danesi gioca a poker almeno una volta alla settimana (ciò corrisponde a circa 10% della popolazione di questo paese), di cui circa trecentomila si siede al tavolo regolarmente. “E’ un gioco che fiorisce e diventa più popolare che mai. Fra qualche anno la sua popolarità sarà incredibile."
La decisione del tribunale non solo legalizza i tornei, ma abolisce anche la dichiarazione del Ministero della Giustizia del 2006, in base al quale il poker era trattato come un gioco d’azzardo illegale. Conformemente alla legge danese in vigore, da considerarsi illegale sono solamente “ giochi o tornei, grazie ai quali l’organizzatore trarre profitto materiale “. Il poker è però un gioco tipo “uno contro uno” e il suo scopo è quello di convincere l’avversario di tenere in mano delle carte ben diverse da quelle che si hanno in realtà” – si è pronunciato Hoffmann.
Ovviamente, c’è anche l’altro lato della medaglia, in cui l’azienda Horesta motiva la sua citazione dicendo che ogni gioco, in cui si tratta di soldi, prima o poi porta ad una dipendenza. L’azienda dichiara che circa 85000 Danesi hanno sviluppato una dipendenza dai giochi d'azzardo. Adesso hanno 14 giorni per ricorrere in appello.
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