2007.07.28 Basta con i monopoli.
La Commissione Europea ha ammesso di voler procedere legalmente contro la Francia, la Svezia e la Grecia - i tre paesi che avevano imposto restrizioni sulle scommesse sportive.
La settimana scorsa la Reuters ha informato che la Commissione manderà alla Francia e alla Svezia l'ultimo avvertimento. “Certe decisioni riguardanti alcuni paesi-membri verranno prese dal collegio probabilmente domani" – ha detto Oliver Drewes, il portavoce dell'esecutiva UE durante una conferenza stampa”. “Al momento la questione riguarda la Francia, la Grecia e la Svezia" - queste decisioni sono previste per domani “- ha confermato Drewes.
Conformemente alla Reuters la Commissione manderà l’ultimo avviso alla Francia e alla Svezia prima di rivolgersi al Tribunale Europeo della Giustizia. La Grecia ha già ricevuto il primo cartellino giallo per aver posto i limiti alla concorrenza sul mercato dei giochi d'azzardo. Drewes ha detto che l'Unione Europea non ha intenzione di promulgare una legge uniforme sui giochi d’azzardo per tutti e 27 i paesi-membri.
Il Commissario UE per il mercato interno Charlie McCreevy ha spiegato che il tentativo di introdurre un progetto legislativo del genere non sarebbe appoggiato dai paesi-membri.
Le scommesse sportive e i giochi d’azzardo in molti paesi dell’UE sono sottoposti al regime di monopolio statale, generando delle entrate cospicue per il budget. Per esempio il monopolista greco OPAP è una società quotata alla borsa e il più grande organizzatore delle scommesse in Europa. Allo stesso tempo la concorrenza è sottoposta a varie restrizioni. L’OPAP concorre liberamente contro i rivali in Cipro, ma per esempio la Stanley Leisure o la William Hill britanniche non possono competere con l’OPAP sul mercato greco.
La Commissione ha fatto ricorso agli strumenti legali contro molti paesi-mebri quali Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Ungheria, Italia e Olanda argomentando che le regolazioni del Tribunale Europeo della Giustizia costituiscono una valida base per lottare contro le restrizioni alla libera concorrenza.
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